Linfa al settore fotovoltaico solo con la detrazione fiscale?

“Il settore fotovoltaico  ha richiesto e sollecitato questo pronunciamento e lo accoglie con estremo favore. Ha infatti il merito di fare chiarezza tra gli operatori e i cittadini, soprattutto in un momento in cui l’industria nazionale fotovoltaica già soffre i numerosi cambiamenti normativi intervenuti e il calo nella domanda per il conseguimento delle tariffe incentivanti del Conto energia”. A fare questa dichiarazione è stato  Valerio Natalizia, presidente di GIFI, l’associazione delle imprese del fotovoltaico aderente ad Anie, riferendosi alla recente comunicazione attraverso la quale l’Agenzia delle entrate ha chiarito le questioni legate alle possibilità di detrazione fiscale legate all’installazione di un impianto fotovoltaico, i casi in cui questa è cumulabile o non lo è in presenza delle varie forme di incentivazione e contribuzione.

Una specificazione alquanto necessaria specialmente nel momento in cui bisogna pensare alla dichiarazione dei redditi, e per un ambito in cui le incertezze sono molte e la chiarezza scarseggia parecchio. Quindi l’Agenzia delle entrate ha voluto specificare che è possibile beneficiare della detrazione dei redditi con aliquota del 55%, relativa alle opere di riqualificazione energetica è indispensabile che l motivazione che abbia portato all’installazione dell’impianto fotovoltaico, è la soddisfazione dei bisogni energetici dell’abitazione legata agli usi domestici, quindi di alimentazione degli apparecchi elettrici e di illuminazione. L’Agenzia delle entrate ha anche dato conferma del divieto di cumulo tra la detrazione fiscale del 55% e la tariffa incentivante dei conti energia, mentre non c’è nessuna incompatibilità per quanto riguarda il cumulo , con lo scambio sul posto ed il ritiro dedicato.

 

Prestito Ecologico: la linea di finanziamenti green di Intesa SanPaolo

Si chiama Prestito Ecologico, e non è un solo tipo di prestito ma una intera linea di finanziamenti che hanno lo stesso obiettivo. Quello di finanziare, con tassi di interesse comunque appartenenti alla media di mercato, le famiglie italiane che desiderano sostenere spese per la riqualificazione energetica o comunque per effettuare spese che mirino al risparmio energetico.

Le possibilità di impiego e richiesta dei finanziamenti non riguardano solo l’installazione di impianti fotovoltaici, ma anche l’acquisto e l’installazione di impianto solari termici, per attività di isolamento e coibentazione degli edifici, per l’acquisto e l’installazione di caldaie di ultima generazione, o anche di elettrodomestici di massima classe energetica o per i veicoli a motore come auto e moto elettriche.

Il Prestito Ecologico viene proposta dalla banca di Intesa Sanpaolo, e il suo accesso può essere in parte recuperato attraverso la detrazione fiscale, che è pari al 55% (compreso l’acquisto e l’installazione dei pannelli fotovoltaici che fino a un non molto tempo fa invece non era ammesso a questo genere di detrazione), una scelta che va fatta in alternativa all’adesione dei vari piani di incentivazione varati nel corso del tempo. Tra l’altro si tratta di una detrazione diversa a quella del 50% che si sostituisce alla detrazione per le opere di ristrutturazione e che resterà attiva solo fino a giugno prossimo.

 

Come risparmiare sui traghetti Sardegna 2013? Con le convenzioni

Il problema del caro traghetti ha afflitto la stagione turistica sarda negli ultimi anni, ed è per questo che per cercare di tamponare il problema, con dei riflessi positivi sulle tariffe traghetti sardegna 2013, e anche con costi meno elevati per i soggiorni, che in 5 comuni del sud della Sardegna , come Cagliari, Domus de Maria, Muravera, Pula e Villasimius, le varie  associazioni di promozione turistica e i consorzi di operatori impegnati sempre nel settore turistico, hanno messo in piedi un progetto che si chiama “Destinazione Sud Sardegna”.

Questo progetto verte su una serie di accordi che sono stati stipulati con le principali compagnie di navigazione che garantiscono i collegamenti tra il continente e il sud della sardegna, che comporterebbero forti sconti sulle tariffe traghetti 2013, che possono arrivare fino al 50% del costo complessivo.

Nella maggior parte dei casi per usufruire di questi sconti bisognerà acquistare dei pacchetti, che oltre al viaggio comprendono anche ad esempio il soggiorno, con una spesa minima prestabilita per poter accedere alle agevolazioni. Ma quello che è garantito è il risparmio su entrambi i fronti: ovvero il trasporto e lo sfruttamento delle strutture ricettizie.

Intanto giunge anche la notizia di un possibile futuro alleggerimento delle tariffe attuate dalla GNV grazie all’impiego di una nuova tecnologia che permetterebbe di ridurre il consumo di carburante e di conseguenza di poter introdurre tariffe traghetti molto meno onerose. La prima nave di grandi navi veloci che sperimenterà questa tecnologia è la Suprema, che sfrutterà l’innovativo motore elettrico.

 

L’euro perde terreno, ancora le previsioni sul Pil deludono

Continua il taglio alle stime attuato dalle varie agenzie di rating sull’andamento dell’economia della zona euro. Questa volta a far cadere la propria mannaia sulle previsioni è stata la Standard & Poor’s che ha nuovamente tagliato le previsioni sull’economia della zona Ue per il 2013, durante il quale S&P si attende un calo del PIL dello 0,5%, mentre le previsioni precedenti prevedevano un calo più contenuto, pari allo 0,1%  Secondo S&P a pesare sono state le politiche incentrate sull’austerità dei conti, non supportate da una  adeguata politica monetaria.

Nel forex mercato ha pesato sull’euro anche il taglio delle stime che la banca centrale spagnola ha fatto sulla propria economia: tutte le stime sono state riviste a ribasso, mentre a crescere sono solo i dati negativi come l’indebitamento che pesa in modo eccessivo sul raggiungimento degli obiettivi del rapporto deficit/Pil puntualmente mancati e sul tasso di disoccupazione.  In particolare per quanto riguarda le stime sull’andamento del Pil, nel 2013 si prevede una contrazione dello 1,5% (contro una stima del governo spagnolo pari a -0,5%) che sarà più contenuta, ma sempre negativa per il 2014, con un calo dello 1,2% (per il governo sarà dello 0,6%). Quindi per il 2013 il rapporto deficit Pil sarà del 6% che scenderà al 5,9% nel 2014, ma per la Ue il target da raggiungere è del 4,5%.

La disoccupazione continua a salire, raggiungendo, secondo le previsioni, il 27,1%, per poi scendere moderatamente nel 2014 arrivando al 26,8%. Per comprendere l’importanza e il peso di questi dati, come quelli degli altri market mover, leggi la guida forex presente su http://www.forexitalia.net/

 

Investimenti Mps: Tar accetta i Monti Bond contro il ricorso di Codacons

Secondo il Tar del Lazio  i Monti bond, del valore pari a 3.9 miliardi di euro, che sono stati emessi a favore della banca Monte dei Paschi di Siena, possono proseguire il proprio iter, rigettando di fatto il ricorso che era stato fatto dal Codacons che invece chiedeva il loro immediato blocco.

L’associazione dei consumatori in questione comunque non si è data per vinta e sta valutando se effettuare eventualmente ricorso al Consiglio di Stato.  o attendere decreto di sottoscrizione del prestito.

Il condacons infatti parte dal fatto, che a parere dei suoi legali, il rigetto del ricorso da parte del Tar è derivato non da una questione o giudizio di legittimità, ovvero “non perché i Monti bond fossero regolari e legittimi, ma solo in funzione della mancata emanazione del decreto che eroga materialmente il prestito da 3,9 miliardi di euro. Di conseguenza per il Tar, non essendo ancora stato emesso tale decreto, non vi sarebbero danni gravi irreparabili ed immediati”.

 Gli stessi giudici del Tar hanno infatti voluto specificare che non si tratta di un giudizio definitivo,  riservandosi “ogni altra valutazione in rito e merito anche in relazione ad ulteriori approfondimenti istruttori relativi a quanto finora depositato in giudizio”. Le mosse future dipenderanno più che altro da ciò che farà il ministro dell’Economia, che ancora non ha emanato il decreto di sottoscrizione. Quali scenari possibili? Se verrà emanato il Codacons potrebbe fare un nuovo ricorso al Tar, oppure il ministro potrebbe rinunciare alla sua emanazione.

 

Dati Abi sconfortanti: nuova stretta dei finanziamenti

La crisi sta facendo faticare anche le banche che nonostante le agevolazioni concesse dalla Bce per far fronte all’indisponibilità di liquidi, continuano a tenere le proprie casse ben chiuse, applicando nuove e più sostanziose strette del credito concesso sia alle famiglie che alle imprese. E’ quanto risulta dalla diffusione del bollettino redatto ogni mese (con i dati del mese precedente) da parte dell’Abi, per la quale il direttore generale Gianfranco Torriero, ha anche aggiunto che nel prossimo mese l’associazione bancaria provvederà a rivedere le stime sul Pil, per il quale si parte da un dato, stimato nel corso del 2012 non esaltante pari a un -0,6%, ma dato “Visto il dato Istat del quarto trimestre 2012, -0,9% invece del previsto -0,4% a marzo, ci sarà una revisione”, che sarà ovviamente peggiorativa.

A gennaio i prestiti alle famiglie e alle imprese, sono ulteriormente calati, arrivando a toccare un -3,3%, dal precedente -2,5% relativo al mese di dicembre 2013: si tratta della stretta più corposa da due anni a questa parte. In più, ad appesantire la situazione, c’è stata anche l’aumento dei tassi dei mutui e dei prestiti che a gennaio sono saliti rispettivamente, per i primi a 3,75% (dal dato precedente che era di 3,7%) e per i prestiti in euro a società non finanziarie i tassi sono arrivati a 3,71% (dal 3,65% di dicembre 2012).

Per far fronte alle difficoltà di liquidità le famiglie stanno facendo sempre più ricorso a forme alternative che passano soprattutto attraverso il prestito tra privati regolamentato dalla formula anglosassone del Social Lending.

 

Adusbef e Federconsumatori sui mutui: in Italia più cari

Dai dati elaborati dagli studi di ricerca di Adusbef e federconsumatori, le famiglie italiane a parità di altre condizioni, nel caso in cui dovessero decidere di sottoscrivere un mutuo di 100 mila euro per una durata di 30 anni, si ritroverebbero a pagare 69 euro al mese in più, e quindi 24.840 euro in più, rispetto a una qualsiasi famiglia appartenete ad uno dei Paesi della Ue.

Ma il problema non riguarda solo i muti, ma anche le altre forme di prestiti, che secondo i calcoli su una somma richiesta di  30 mila euro con un piano di ammortamento a 10 anni, gli italiani pagano 23 euro in più ogni mese, quindi al termine del rimborso avranno sborsato 2.760 euro in più.

Adusbef e Federconsumatori, senza mezzi termini parlano del comportamento delle bache italiane che “continuano, col concorso del controllore, a saccheggiare le famiglie”, ed anzi la situazione con la crisi è addirittura peggiorata dal momento che il differenziale rispetto alla media europea per i mutui a dicembre 2012, è arrivato +119 punti base mentre a novembre 2011 era a +67, e per prestiti personali e credito al consumo si è arrivati a +152 quando a novembre del 2011 era a + 84.

Le banche italiane inoltre stanno compensando i bassi tassi con spread molto elevati dilatando il proprio guadagno a scapito di chi ha bisogno di un mutuo semplicemente per potersi permette l’acquisto della propria casa, o di prestiti per far fronte alle varie necessità.

 

In attesa del nuovo governo, un nuovo appello dal fotovoltaico

Il resto del mondo, sia già maturo dal punto di vista economico, che emergente o in via di sviluppo, l’attenzione alle rinnovabili e al fotovoltaico è molto elevata, mentre in italia il settore è entrato in forte sofferenza soprattutto a causa della mancanza di chiarezza e linee guida coerenti. Così, dopo una lunga serie di appelli da parte delle principali associazioni del settore, è arrivato anche quello dell’amministratore delegato di Conergy Italia, Giuseppe Sofia, il quale ha voluto sottolineare nuovamente che, “a favore del fotovoltaico giocano certamente i costi dell’energia in forte aumento, sia l’elettrica che il gas e l’aumentata consapevolezza di questa tecnologia da parte degli italiani. Un’ulteriore spinta la può dare per esempio la confermata detraibilità del 50% dell’importo ai fini Irpef, lo sviluppo di soluzioni installative che riducano i costi, come il fotovoltaico integrato su tetti, facciate, pensiline, gazebo, certamente anche la conversione dell’utenza gas sull’elettrico in modo da aumentare l’autoconsumo. Auspicabile è poi un forte impegno da parte degli operatori nella promozione del fotovoltaico senza incentivi, già in fase di progettazione, così da integrarlo in un sistema dove si possano ottimizzare produzione e utenza”.

Anche se ha anche fatto notare che in Italia, “esistono reali resistenze al fotovoltaico, come le attuali poche risorse economiche da parte delle famiglie e delle imprese, l’elevato costo dei finanziamenti, per questo chi opera nel comparto si aspetta dal prossimo governo un aiuto. Aiuto che potrebbe concentrarsi nel rendere non troppo costoso lo scambio sul posto, l’utilizzo cioè dell’energia autoprodotta in differita rispetto al momento della produzione, così pure come ritengo necessario un prolungamento degli sgravi fiscali. Infine, una delle sfide future fondamentali è sicuramente la realizzazione di soluzioni e strutture centralizzate per lo stoccaggio di energia. Questa svolta è necessaria per un ulteriore sviluppo del fotovoltaico e dell’eolico, ad oggi le più importanti soluzioni di energia rinnovabile che, poiché non generano emissioni di anidride carbonica, contribuiscono alla riduzione del riscaldamento globale”

E’ l’ultima sospensione per le rate mutui 2013?

E’ arrivata una nuova proroga per la sospensione delle rate dei mutui, e si è trattato della quinta consecutiva, che ha spostato ulteriormente il limite di presentazione delle domande portandolo al 31 marzo 2013. Di conseguenza anche la data entro la quale si devono verificare le cause che portano a maturare il diritto di sospendere le rate è stato spostato in avanti, e portato al 28 febbraio 2013.

Le domande vanno rivolte alla banca presso la quale è stato acceso il mutuo, la quale prolungherà la durata del piano di ammortamento per il periodo corrispondente alla sospensione stessa. prima di procedere è meglio comunque informarsi sulle caratteristiche della domanda da presentare presso la banca stessa.

Per quanto riguarda i requisiti da possedere, questi sono gli stessi che si trovavano all’origine dell’accordo tra Abi e associazioni dei consumatori aderenti, ovvero: perdita del posto di lavoro del principale portatore del reddito o suo decesso, oppure invalidità grave che causa inabilità dallo svolgimento dell’attività lavorativa.

Tuttavia si devono verificare anche altre condizioni, come il non aver usufruito di altre forma di agevolazioni nell’acquisto dell’immobile (ad esempio contributi pubblici) e essere stati sempre regolari nel pagamento delle rate o comunque non aver mancato pagamenti per un periodo superiore ai 90 giorni. Dalle dichiarazioni si apprende inoltre che dovrebbe trattarsi dell’ultima sospensione che verrà accordata, anche se data la crisi, bisognerà vedere se effettivamente questa previsione verrà rispettata, anche perché non ci sono segnali né di miglioramento e tanto meno di superamento.

 

Con Prestiamoci il prestito tra privati diventa possibile

Il prestito tra privati, noto come social lending, ha lo scopo, da una parte di permettere a chi ha un surplus da investire di metterlo a profitto prestando denaro ad un tasso fissato dalla piattaforma o intermediario interpellato. Dall’altra permette a chi ha invece bisogno di denaro in prestito, di reperirlo con minori formalismi rispetto a quelli delle banche, e con tassi mediamente più bassi.

Chiunque desideri partecipare, come lato della domanda o come lato dell’offerta del di questo sistema, deve solo accedere e registrarsi a una piattaforma come Prestiamoci.it (in Italia al momento sono ancora pochi i siti autorizzati a svolgere questa funzione). Coloro che vogliono prestare denaro, possono scegliere il tipo di “progetto” da finanziarie.

Sempre nel caso di Prestiamoci.it, c’è ad esempio il progetto dell’apertura di una pizzeria, per la quale sono richiesti 5 mila euro, con l’obbligo di restituirli entro 48 mesi, e ad un tasso del 10%. I prestatori privati non devono necessariamente finanziare per intero un progetto, ma possono decidere di finanziarne solo una parte. Infatti accanto a ciascun progetto è specificata la percentuale di completamento dell’offerta stessa (ovvero la somma che fino a quel momento è stata raggiunta con i vari prestiti privati).

In più, sempre i prestatori possono anche decidere di suddividere la somma da prestare su differenti progetti, così da ripartire ulteriormente il rischio di inadempienza. In questo modo si possono scegliere solo quei progetti che ispirano più fiducia o vengono semplicemente ritenuti di maggiore successo e quindi con minori brutte sorprese. Nel calcolo del tasso complessivo va considerata anche la parte trattenuta dalla piattaforma che fa da intermediario.